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BIG BUYER DIGITAL: GREEN COME OPPORTUNITA’ PER CARTOLERIA, GIOCATTOLO E NEGOZI

Le Aziende sono sempre più proiettate alla sostenibilità ambientale, etica e sociale e crescono le aspettative sul fronte del green da parte dei clienti di articoli di Cartoleria e Giocattolo. In questo contesto il ruolo dei Dettaglianti è particolarmente strategico. Un webinar inedito che si è svolto a Big Buyer Digital ha fatto il punto della situazione e proposto spunti di rilievo.

 

È dall’impegno quotidiano di ogni persona che la sostenibilità ambientale, da utopia, può diventare realtà, ed è da nuovi approcci da parte anche dell’Industria della Cartoleria e del Giocattolo, uniti a trend di consumo eco-friendly, che un approccio green può acquisire maggiore forza e autorevolezza, oltre a dare benefici al Pianeta. Ad approfondire queste tematiche, supportandole con esempi concreti ed esaustivi, è stato il webinar “Ecostationery & Ecotoys: opportunità per i negozi indipendenti” che si è svolto a Big Buyer Digitale che è stato tenuto da Vincenzo Agliottone, Responsabile di Junior Giocattoli, Project Manager di Play Together Special Children e Contributor di COMMERCIO, CARTOLERIA & CO.

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A introdurre il seminario online sono state due interessanti focus su altrettanti impegni in fatto di sostenibilità presi e programmati dall’ONU: il primo è datato 1972 ed è la Conferenza sull’ambiente, il secondo è l’Agenda 2030.

La Conferenza ha sancito il dovere, da parte dell’uomo, di proteggere e migliorare l’ambiente a favore delle generazioni future; da qui è nata la volontà di tutelare gli ecosistemi limitando l’uso di fonti non rinnovabili e consentendo al mondo di rigenerarsi. Ma, in effetti, si è presa reale coscienza delle reali problematiche ambientali solo a partire dall’ultimo decennio, a seguito dei grandi cambiamenti climatici in essere, e non dagli anni Settanta come ci si sarebbe potuti ragionevolmente aspettare.

Fondamentale anche l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un programma d’azione avviato nel 2016 per le persone, il Pianeta, la prosperità, che conta 17 obiettivi (Slide 1) e che mira a essere una svolta epocale.

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L’educazione alla sostenibilità e la consulenza sul punto vendita

Partendo da queste macro evidenze è possibile fare dei ragionamenti più mirati anche nell’ambito Stationery & Toys e focalizzarsi sull’aspetto dell’educazione dei bambini in ambito green. Infatti, come ha rimarcato Agliottone:

Da un lato le aziende produttrici sono invitate a dare delle risposte veloci e concrete per la tutela dell’ambiente e soprattutto per il corretto utilizzo e smaltimento della plastica, dall’altro anche le famiglie e il sistema sociale devono fare la loro parte, educando i più piccoli, che saranno i consumatori del domani, a diventare consapevoli di ciò che acquistano e dell’importanza di tutelare il sistema Pianeta.

 

A tutto ciò, sempre a livello di acquisti, si somma il ruolo del Dettagliante che ha tutte le potenzialità per educare il consumatore alla sostenibilità ambientale e che ha dalla sua parte una grande competenza e capacità di assistenza alla clientela. Ha precisato Agliottone:

Il Dettagliante ha la possibilità di inserire in assortimento proposte green d’appeal, che aumentano il valore del punto vendita e che sono frutto di scelte etiche e responsabili, e può raccontare una storia attraverso la selezione dei prodotti stessi. L’importante è che sia preparato e formato in merito al tema della sostenibilità.

 

Al Dettagliante spetta il compio di tranquillizzare i consumatori e di spiegare loro quali sono i più elementari criteri di valutazione rapida sul fronte del green, tra cui spiccano le etichette apposte su ogni prodotto, che devono riportare: dati del fabbricante, informazioni sull’importatore, età consigliata, marchio CE, provenienza dei materiali, sigle per il riciclo.

 

Nuovi materiali sotto la lente d’ingrandimento

Oggi, in linea generale, in Italia il 43,5% della plastica smaltita viene trasformata in nuovi oggetti, il 40% entra nei termovalorizzatori e il 16,5% viene gettata in discarica.

Nel mondo Stationery & Office la plastica rappresenta il principale materiale utilizzato dalla produzione per gli imballaggi e per la realizzazione stessa degli item, anche se molte aziende stanno introducendo nuovi materiali di altissima qualità per creare articoli durevoli nel tempo e con la stessa valenza di un prodotto classico.

Sta quindi nascendo un nuovo modo di fare business e di fare marketing, che pone al centro l’ambiente, l’uomo, l’etica, la solidarietà e la responsabilità sociale.

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Tra i materiali alternativi che stanno avendo un’importante risonanza nella comunità, si possono segnalare il sughero, le bio plastiche, la carta, la sabbia, mais, lattice naturale, polvere di marmo, cotone naturale.

Il legno è in assoluto il materiale più utilizzato e riconosciuto, ma deve pur sempre proveniente da foreste rinnovabili e sostenibili con certificazioni FSC Forest Stewardship Council, che seguono rigorosi standard ambientali, sociali ed economici, e deve essere trattato con colori atossici e sostanze innocue per il bambino.

 

Case History di successo nel mondo Cartoleria

Nel webinar a Big Buyer Digital non potevano mancare Case History di aziende del settore Stationery che hanno già fatto passi importanti verso il green.

Spicca quindi l’attività di Faber-Castell, tra gli Espositori di Big Buyer Digital, che ha una produzione certificata a impatto zero. L’Azienda è considerata tra i pionieri in questo ambito, visto che già dalla metà degli anni ’80, tra i suoi obiettivi, si annoveravano l’implementazione di metodi di produzione industriale rispettosi dell’ambiente e l’approvvigionamento di legnami a lungo termine. In Brasile Faber-Castell ha un impegno a 360° sul territorio e coltiva una particolare specie di alberi di pino dal legno tenero che dopo 20-23 anni sufficientemente grandi per essere raccolti e utilizzati come materia prima ecocompatibile per realizzare matite di grafite e colorate. Ogni anno, inoltre, vengono piantati circa 300.000 nuovi semi che, crescendo, sostituiranno le file di alberi abbattuti.

A queste operazioni si somma l’impegno per la riduzione della plastica e per l’utilizzo di bio plastiche.

Per Faber-Castell, comunque, la sostenibilità è un valore fondamentale e si è sempre contraddistinta per l’impegno al rispetto dell’ambiente. Negli anni ‘50 il 30% dell’energia utilizzata nello stabilimento in Germania proveniva da fonti rinnovabili, nel 1999 ha ottenuto la certificazione FSC, nel 2012 è stata registrata dalle Nazioni Unite nel programma CDM al fine di ridurre le emissioni di ossido di carbonio a livello mondiale e nel 2014 ha ottenuto le  certificazioni sulla produzione a impatto zero.

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E tra le Case History presentate durante il webinar a Big Buyer Digital non è passata inosservata quella del marchio italiano Sabbiarelli che, per i suoi originali prodotti, utilizza materiali ricavati macinando i residui dei blocchi di marmo bianco di Carrara. Dal 2011 questi materiali di risulta possono quindi avere una seconda vita tra le mani dei bambini.

Significativo l’impegno a favore dell’ambiente anche da parte di Mans che ha un approccio rispettoso del Pianeta, che ha dato vita a un catalogo di prodotti per la Scuola e per il Lavoro green. Tutto ciò si traduce in penne in bambù, quaderni con carta riciclata e proveniente da foreste controllate, accessori in juta, prodotti hi-tech realizzati con materiali sostenibili.

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Ha invece scelto di creare coloratissimi zainetti impiegando bottiglie riciclate Affenzahn: un processo produttivo, quello dell’azienda tedesca, che permette di risparmiare il 20% di acqua e il 60% di emissioni rispetto agli standard. Per uno zainetto grande servono circa undici bottiglie di plastica, mentre per uno zainetto piccolo ne bastano sei.

 

E nel settore Giocattolo cosa sta succedendo?

Punta alla bio plastica la multinazionale Lego che ha aderito alla campagna Re100, ovvero aziende che si sono impegnate a diventare “rinnovabili al 100%”. L’obiettivo è di produrre mattoncini eco-sostenibili entro il 2030. Entro il 2025, inoltre, Lego si è posta l’obiettivo di produrre imballaggi che siano totalmente riciclabili.

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Interessante l’operato di Dantoy che ha scelto la bio plastica di canna da zucchero, una materia prima sostenibile al 100%. La bioplastica, durevole e resistente, viene prodotta con le stesse attrezzature e sistemi della plastica tradizionale. Pertanto, non sono necessari nuovi investimenti.

Promuove invece il riciclo dei Giocattoli e coinvolge direttamente il consumatore finale Hasbro con il programma Toy Recycling.

L’americana Green Toys produce giocattoli, seguendo i più alti standard di sicurezza e di qualità, utilizzando bottiglie di latte e li inserisce in imballi in cartone riciclato.

Vulli dal 1961 realizza la famosa giraffa Sophie (foto sotto) con il caucciù che proviene esclusivamente da alberi che crescono in Malesia. Questo lattice naturale è morbido, impermeabile, isolante e piacevole al tatto e all’olfatto.

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Sono di alta qualità anche i prodotti firmati da PlanToys che è stata la prima azienda al mondo a realizzare giocattoli grazie al legno degli alberi della gomma alle fine del loro ciclo produttivo e anziché bruciati, con l’ingente danno ambientale che ne consegue, sono destinati a una nuova vita. Un altro materiale sostenibile utilizzato è il PlanWood, ottenuto grazie a un processo ideato dall’azienda che permette di recuperare polvere e rametti scartati durante la prima parte della produzione di gomma.

Ha invece scelto il cotone biologico, coltivato senza l’uso di fertilizzanti o pesticidi tossici, l’azienda lituana Wooly Organic (foto sotto).Le imbottiture dei giocattoli sono naturali e certificate Oeko Tex Standard 100, e realizzate in fibra di mais.

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Di Elisa Buzzi

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