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BIG BUYER DIGITAL: IL FUTURO DEL NEGOZIO NEL RETAIL POST CORONAVIRUS

Il negozio rimarrà vitale ma si deve evolvere in base alle nuove esigenze e alle aspettative del consumatore. In particolare, deve trovare un perfetto equilibrio tra ecosistema fisico ed ecosistema digitale, rappresentando un luogo in cui offrire delle belle esperienze, possibilmente omnicanale, alla clientela. È questo il “cuore” del webinar dedicato al punto vendita che ha animato Big Buyer Digital.

 

Le direttrici di sviluppo del Retail sono trasversali e interessano direttamente anche Cartolerie e Librerie. In occasione di Big Buyer Digital è stato Francesco Del Piano (foto sotto), Sales Account ed Esperto di Retail, Marketing e Innovazione, a spiegare come sta cambiando e come cambierà il punto vendita, che è sempre molto apprezzato dai clienti di tutte le età.

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Cartoleria e Librerie, cosa possono fare?

Considerando come sta evolvendo il Retail, Cartolerie e Librerie potrebbero valutare delle operazioni di valore, per aumentare il loro livello di attrattività. Per esempio le Librerie potrebbero “osare” organizzando, post pandemia, attività di showcooking proponendo per esempio piatti in abbinamento ai libri più letti. Molto interessante per le Cartolerie l’ambito training con workshop, dimostrazioni, ecc., in presenza o da organizzare anche online, relative all’utilizzo dei prodotti e delle tecniche artistiche. A livello di tecnologia spazio al QR Code che può essere utile ad esempio per stimolare l’iscrizione alle newsletter, al database clienti, e molto altro.

 

Dai magazzini al phygital

Il Retail, così come lo consociamo, è nato alla metà dell’Ottocento con l’avvento dei grandi magazzini, che ancora oggi sono largamente diffusi. Successivamente, negli anni Cinquanta, sono sorti i centri commerciali, che nel decennio successivo hanno inserito cinema e attività di entertainment per aumentare il tempo permanenza dei visitatori al loro interno. Un’altra “rivoluzione” è datata anni ’90, quando si è iniziato a parlare di E-Commerce: un’autentica rivoluzione perché per la prima volta è stata la merce a raggiungere i consumatori.

Attualmente il Retail sta vivendo la fase 4.0 che si riferisce all’accelerazione impressa al settore da parte delle tecnologie digitali, ormai irrinunciabili: da un lato, quindi, vi è la vendita al dettaglio, fatta di consulenza, fiducia, empatia, ecc., dall’altro lato la tecnologia digitale, con l’E-Commerce, il QR Code, ecc. (Slide 1).

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Slide 1

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Ha dichiarato Del Piano:

Oggi quindi esiste un unico paradigma del commercio, che mescola fisico e digitale e che noi possiamo chiamare phygital. Il commercio al dettaglio 4.0, infatti, porta con sé dei concetti importanti come quello di omnicanalità, che per ogni Retailer è sempre più un ‘must have’ se si vuole veramente performare bene.

 

Ogni azienda Retail, poi, è una tech company e in questo senso, ad esempio, per crescere e migliorarsi è fondamentale analizzare e utilizzare nel migliore dei modi i dati dei clienti fidelizzati oppure occasionali sia del canale fisico sia del canale digitale. Infine, oggi il punto vendita non è più l’unico luogo dove si può acquistare, ma è un posto privilegiato in cui il cliente può vivere delle esperienze, coinvolgenti anche dal punto di vista emotivo.

Ha poi affermato Del Piano:

La pandemia, nel bene e nel male, farà anche la storia nel Retail perché il Coronavirus sta portato a un’accelerazione che, secondo alcuni stime, si sarebbe invece verificata nel corso dei prossimi 10 anni. Questo ovviamente ha riguardato in primis l’E-Commerce che sta vivendo un vero e proprio boom. Nel frattempo, si stima che circa il 78% degli italiani scelgano il negozio di prossimità e di quartiere.

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Lasciarsi ispirare per avere un negozio al top

Anche il canale Dettaglio del mondo Cartoleria può prendere ispirazione da settori differenti del Food e del Non Food e durante il webinar di Big Buyer Digital sono state presentate diverse Case History interessanti (Slide 2), come la partnership strategica tra Glovo e Pinko, grazie alla quale in giornata vengono consegnati direttamente a casa del cliente i capi d’abbigliamento. Oppure Decathlon che in GDO è entrato nella GDO, instaurando dei corner dedicati negli store Carrefour. Da tenere in ampia considerazione il QR Code, una tecnologia nata negli anni Novanta, che però non aveva avuto molta fortuna e che ora sta vivendo una seconda giovinezza. In particolare sta facendo scoprire le sue potenzialità soprattutto nella Ristorazione. Viene dal mondo delle calzature, e più precisamente da Ferragamo, un’altra iniziativa d’appeal che utilizza la tecnologia olografica: gli addetti di vendita indossano dei visori per vedere ologrammi in 3D delle calzature per stupire il cliente e per avere più opzioni per l’ampliamento dell’assortimento. Amazon, invece, ha brevettato un sistema per consentire il pagamento contactless con il palmo della mano, e Würth ha lanciato qualche mese fa il suo primo negozio “sempre connessi” che sembra un container ma che ha al suo interno oltre 2.000 referenze acquistabili tramite click & collect o direttamente in loco. Vuole far emozionare i suoi clienti, farli riflettere e apprendere Microsoft nei suoi nuovi negozi che stanno per arrivare e che saranno autentici Experience Centers.

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Slide 2

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Digitalizzazione: il catalizzatore del Retail

Si possono individuare delle parole chiave che delineano al meglio il negozio del futuro. Il nuovo assetto ha come fil rouge il concetto di digitalizzazione che è un ingrediente imprescindibile (Slide 3).

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Slide 3

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Il primo pilastro è l’esperienza garantita dallo store, magari supportata dalla tecnologia; fondamentale anche la componente del servizio. Cresce poi l’importanza della prossimità, che significa esserci dove e quando vuole il cliente, ma anche ragionare a livello di ecosistema e sulle partnership tra dettaglianti e istituzioni della comunità. Da tenere in grande considerazione la sfida alla sostenibilità che tocca anche il Retail, sempre più aperto al merchandising e ai prodotti green. E non vanno sottovalutati i dati, ritenuti il nuovo petrolio, che si possono ricavare dall’esperienza delle persone in store.

Di Elisa Buzzi

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